Era un pomeriggio d’inverno. Ornella stava guardando i cartoni animati con Gerardo, quando un rombo del tuono la spaventò. Ornella tremò dalla paura, e suo fratello la strinse a sé. Un lampo squarciò il cielo, illuminando il volto dei bambini per qualche istante.
Nonno Fernando accese una candela, poggiandola sul tavolino del soggiorno.
«Perché piove?» chiese curiosa la nipotina di quattro anni.
«Perché le nuvole sono piene d’acqua e, quando si riempiono troppo, esplodono» rispose altezzoso Gerardo, cercando conferma negli occhi del nonno.
«Non è proprio così» commentò il nonno, facendosi spazio sul divano. «Piove perché le nuvole sono tristi.»
«Ma la maestra mi ha spiegato che…» provò a dire lui.
Un giorno il mare s’agitò. Estate corse a cercare il sole, ma non lo trovò. L’amico, spaventato, si era nascosto fra le nuvole. Così, venne creato Autunno.
Agitando in aria la mano destra, il nonno interruppe il nipote: «Ora vi racconto una storia» disse, catturando l’attenzione di Ornella. «Il cielo era luminoso, i suoi colori si confondevano con quelli del mare: azzurro e limpido. Il sole era alto e caldo, quando venne plasmata Estate. Estate amava i colori e la luce. Le piaceva giocare col sole, che spesso sentiva freddo. Lei con il suo sorriso riusciva a scaldarlo, vivacizzando le giornate
Autunno ed Estate erano molto competitivi, ognuno voleva prevalere sull’altro. Ad Autunno piaceva giocare con le nuvole. Le riempiva d’acqua e, sussurrando parole tristi, le induceva a piangere. Estate non sopportava Autunno. Odiava il suo modo di divertirsi e, con il passare dei giorni, consumò la sua allegria, condannando il sole a spegnersi di più. Inverno nacque in un giorno di pioggia insolitamente freddo, quando ormai Estate si era arresa al predominio di Autunno.
Inverno e Autunno erano ottimi amici e insieme tolsero a Estate il suo piccolo amico, costringendola a partire. Prima di lasciare il regno del cielo sorrise un’ultima volta al sole, e fu così che nacque Primavera.
Primavera adorava giocare con le piante. Le bastava un semplice tocco per far germogliare fiori bellissimi e rigogliosi. Primavera chiedeva spesso alla sorella di aiutarla a farli sbocciare e, quando giunse il momento, chiese una pausa a Estate, con la certezza che si sarebbe presa cura di loro.»
Ornella sorrise. «Estate è più simpatica di Inverno. È in assoluto il mio personaggio preferito.»
«Io, invece, preferisco Autunno» commentò Gerardo.
«Certo, è dispettoso quanto te!» esclamò il nonno, solleticandogli il collo.
Un altro lampo squarciò il cielo e Ornella strinse la mano al nonno.
«Ho paura» bisbigliò.
«È solo quel cattivone di Autunno» cercò di rassicurarla il nonno, prima di continuare il racconto: «Autunno e Inverno, come ho detto, andavano molto d’accordo. Autunno, oltre a divertirsi con le nuvole, giocava anche con le foglie: riusciva a spostarle con un semplice gesto delle dita. Inverno ammirava molto l’arte del fratello, per questo gli chiese di insegnargli alcuni trucchi. Inverno sapeva trasformare una lacrima d’acqua in un chicco di gradine e un chicco di gradine in un fiocco di neve.
Autunno era molto compiaciuto di queste sue doti. Perciò, quando giunse il momento, fu con animo sereno che gli lasciò la gestione del tempo» con queste ultime parole, il nonno concluse la storia.
«Ho cambiato idea. Il mio personaggio preferito è Inverno, fra i quattro è di gran lunga il più potente» annunciò Gerardo.
Il nonno rise, accarezzando i capelli dei nipoti. «Primavera, Estate, Autunno e Inverno sono le quattro stagioni. Si ripetono nello stesso ordine durante l’anno, portando novità e trasformazioni nella natura. Cambiano i colori. Cadono le foglie dagli alberi in autunno e in Primavera germogliano i fiori: sono una squadra perfetta, ognuno ha un ruolo importante nel mantenere l’equilibrio del mondo. Senza Estate non ci sarebbe Inverno, e senza Autunno non ci sarebbe Primavera. Il mondo sarebbe un posto noioso.»
«È vero» concordò la bambina, alzandosi dal divano.
«Dove vai?» le chiese il nonno.
«Voglio guardare la pioggia. Ora non ho più paura, adesso so che si tratta di Autunno che sta giocando. È il suo modo di divertirsi, anche se è un po’ spaventoso» rispose Ornella, avvicinandosi alla finestra senza più timore. «Nonno, guarda! Che bello, sta grandinando! Adesso Inverno sta aiutando il fratello!»
Gerardo corse a osservare la grandine cadere dal cielo, lo sguardo di stupore e meraviglia della sorella suscitò il suo sorriso. «Comunque sia, nonno, Inverno resta il mio preferito.»
«Che magia le stagioni» mormorò il nonno, poggiando le mani sulle spalle dei nipotini.

Editing by Simona Citarrella
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